| |
Agron Polovina
La citta di Berat, favorita dalla posizione geografica e dalla properita della zona attorno ha svilupato una vita continua cittadina dell’inizio (IV-III secolo a.C.) fino ai nostri giorni. Gli splendori dei periodi storici non possono affievolire la sua importanza dalle cadute nelle lunghe tenebre durante variperiodi e la sua influenza che ebbe nella vita politica, economica e culturale.
Centro episcopale alle dipendenze degli arcivescovadi de Durazzo e di Ocrida, nel XVII secolo diventa autocefala mantenendo i legami diretti con la Patricana di Istambul. “La Santa Metropollia” di Berat divento un centro importante della produzione e della conservazione dei valori importanti della pittura bizantina e postbizantina, e quali, giunto fino ai nostri giorni, costituiscono tesori imortanti della cultura nazionale.
Dal periodo bizantino (VI sec.) sono ereditati alcuni elementi architettonici usati poi nelle chiese posteriori (XVI secolo), ma i famosi codici conservati nella biblioteca di Metropolia, Codex Purpureus Beratinus ( Codice porporeo del VI secolo) e Codex Aureus Anthimi (Codice aureo dell’IX secolo), l’Epitafio di Gllaveniza (XIII secolo) e le pitture delperiodo paleologo della Chiesa di Santa Trinita (XIV secolo) testimoniano l’importanza della citta e le qualita culturali e artistiche che aveva Berat. Questi valori, le miniature dei codici, le pitture anonime delle chiese del XIV secolo, le icone realizzate qui a portare da altri centri ebbero un’influenza per i pittori postbizantini del XVI secolo, i quali presentano lineamenti relativamente chiari e svillupo unico realizzando opere importanti e valori artistici di prima mano.
La citta di Berat nella carta dell’impero si posizio in periferia, alla confine dove la presione del centro era debole e l’influenza della chiesa occidentale era in rivalita con la cultura e con l’arte dei centri periferici. La distanza dal metropolo fa vorizzava una liberta dalla presione del potere centrale e dei contatti degli atelier e degli artisti ella provincia, i quali mediante la forza del talento elaborarono e svilupparono elementi importanti. Nelle loro creazioni, benche tradizionalmente seguono i programmi iconografici bizantini, si notano mescolanze dei modelli paleologhi, influenze cretesi, elementi iconografici macedoni, elemnti etnografici locali e influenze di origine occidentale.
Tranne un numero di artisti anonimi dal XIV secolo, sono identificati i nomi dei maestri piu grandi della Storia del’Arte Albanese. Onofrio e il rappresentante piu importante della pittura postbizantina nelle aree albanesi e oltre. Lui, nella sua creativita ereditata, si presenta come un maestro importante, professionalmente perfetto e che aveva anche funzioni ecclesiastici (protopapa Neokastron). La geografia della sua creativitainclude un vasto territorio: nei Balcani, in Albania centrale, nella Grecia settentrionale e occidentale, nella Macedonia occidentale e in Romania. Lui dipinge gli affreschi delle chiese degli Apostoli (1547) e degli Anargiri (dopo l’anno 1553) a Custur, delle chiese di San Nicola (prima dell’anno 1553) a Shelcan, di Santa Epremte (1553-1554) a Valesh. A lui vengono attribuite le pitture nelle chiese di Alterazione (1535) e di San Nicola (1535) a Zerce e Prilep e la chiesa nel monastero di Moldaviza (1537) in Moldavia.
A Berat lui ha una parte importante della sua creativita rappresentata da alcuni frammenti di affresco realizzato nella chiesa di San Teodoro (1547) e le icone dell’iconostasio della chiesa di “Vangelizmo” nel castello, nella chiesa di San Teodoro e nel cattedrale “Il sonno di Santa Maria”. L’arte di Onofrio si distingue per unaconservazione della tradizione bizantina per una contraposizione verso ogni eretizmo, per l’altra tecnica di esecuzione, per l’eleganza del disegno e per i rapporti coloristici molto attraenti ecc.
Benche la discussione per la sua origine continuano, noi appogiamo l’argomento che l’altro maestro, Nicola, si formo come artista nell’atelier del padre, Onofrio. Come tale lui eredito lo stesso stile e lo stessi modelli di Onofrio. Ad eccezione di Krujan e Arbanas, Bulgaria dove lui dipinse insieme ad un altro maestro chiamata Joan, la sua creativita si svolge a Berat dove dipinge la chiesa di Santa Maria Vllaherna, la pittura murale, l’iconostaso e le altre icone.
Onofrio Cipriota e il terzo grande maestro che si connete con l’arte e con la pittura nella chiesa di Berat. Lui realizza la pittura murale e le icone della chiesa di San Collo (1591), l’iconostasio della chiesa di San Costandino e di Elena e molte icone nelle quali lui scrive il suo nome. Sono altrei le sua anche “Le porte reali” dell’iconostasio della chiesa di Santa Maria Vllaherna, dipinteda Nicola.
Nel territorio della Santa Metropolia di Berat hanno svolto la loro attivita anche molti altri maestri nel periodo del XVI – XIX secolo. Tra di loro citano costandin e Atanas Zografo, XVII secolo, i quali realizzano la pittura murale della chiesa di San Collo ad Ardeniza e molte icone. Questa pittura influenzo molti suoi maestri della famiglia Cetiri, i quali in questo periodo lavorano nel atelier. Nella chiesa di San Collo ad Ardeniza, un altro maestro del XVI secolo realizza le icone dell’iconostasio, Kostandin Shpataraku, il quale si presenta come un miniaturista eccellente.
Nel periodo tra XVII – XIX secolo e importante l’attivita dell atelier dei maestri di famiglia Cetiri. Loro realizzano il dipingere delle molte chiese e degliiconostasi di Berat e Museqe. Questi maestri hanno dipinto nello stesso atelier insieme ereditando la maestria su altre generazioni. I pittori di questa famiglia sono stati Giorgo e Joan, Naumo e nocola. Gli ultimi pittori di questa famiglia sono Giorgo e Prendi, con i quali si presentano le tendenze degradanti nell’arte del dipingere. Dopo di loro l’attivita iconografica degenera in attivita artigianale da pittori anonimi.
|
|