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I  C O D I C I
( foto )
 

 

     Nel medioevo Berat e distinto come citta dell’instituzione di alcune scuole. Ormai gli studiosi stanno afferando questo analizzando tutte le opere che provengono dal Medioevo. Il fatto che da 100 codici che oggi si trovano nell’Archivio dello Stato, 76 di loro sono di Berat, testimonia che queste opere che iniziano dal VI secolo continuano fino al XIX secolo sono create secondo una scuola che arrivo il culmine nel Medioevo.

     Per la prima volta per i codici ha scritto a Parigi nell’anno 1886 lo studioso belga Pierre Batiffol, il quale come visitatote della santa mitropolia di Berat, pote descrivere 16 codici, tra i piu antichi di Berat, e tra gli altri aveva nelle mani il Codice Porporeo di Berat. Da questi codici, in ordine secondo la fronte cronologica, il piu antico, il codice del VI secolo con 190 fogli, pergamena (Codex Purpureus Beratinus), poi nel IX secolo il codice nr. 3 di Berat, con 145 fogli, pergamena. E cosi continuano gli altri secoli con un grande numero di codici. (Sh. Sinani)

     Al periodo di cristianita antica spetta “Il Codice Purpureo di Berat”, il quale, nell’elenco internazionale della letteratura evangelistica porta l’affiso “ f ” e il numero di identificazione 043. Il Codice Purpureo di Berat e una referenza fondamentale della letteratura evangelistica. Si pensa che sia piu antico del VI secolo.

     Il colore porporeo di questo manoscritto, simblicamente espressione di un riapetto dividono per i scritti santi, la scrittura continua (scripta – continuae), con parole unite e con alcuni accenti caratteristici del greco premedievale, il periodo del quale si chiude con il VI secolo, il carattere prestandart (imparziale) dei testi evangelici, i quali, dal VII secolo in poi, presero carattere canonico).

     Hanno fatto sforzi per trovare e appropriare il Codice cominciano dal Zar Uroshi 1356, gli austriaci durante la Prima Guerra Mondiale, e i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

 
 
 
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